L’abbandonatrice – Stefano Bonazzi

  • Titolo: L’abbandonatrice.
  • Autore: Stefano Bonazzi.
  • Casa Editrice: Fernandel.
  • Pagine: 204.
  • Genere: Letteratura Urbana.

Sofia, Davide e Oscar, un’amicizia, un amore al limite del surreale, un’esistenza vissuta tra paura e oblio, sempre sull’orlo di un burrone buio e profondo con la costante paura di caderci dentro senza avere la possibilità di uscirne.

I tre si incontrano a Bologna dove Davide cerca un appartamento per vivere la sua indipendenza da genitori che non accettano il suo essere mentre Oscar cerca un compagno per dividere le spese e non solo. Sofia ha bisogno di Davide, ha bisogno di Oscar e per questo scapperà da entrambi.

Gli anni passano, Davide riesce a portare in una galleria d’arte la sua prima esposizione fotografica, Sofia è lontana da anni e ormai fa parte di un passato con ricordi sfumati e dolorosi, Oscar è in quel baratro buio di cui tutti avevano il terrore. Davide lo tiene aggrappato a un briciolo di umanità nella speranza di risollevarlo e poter vivere ancora quel meraviglioso corpo che si sta sgretolando sotto i suoi occhi.

Davide non conosce Ilaria ma sarà lei a dargli una notizia terribile che lo porterà a Londra per rivedere un’ultima volta Sofia e le sue opere d’arte.

Diamante tornerà con lui a Bologna, non ha idea di come potranno andare le cose, cosa succederà in futuro, come sarà possibile vivere in quel modo. Davide, Diamante e Oscar nel baratro sempre più profondo.

L’abbandonatrice è un romanzo che ad ogni pagina trasmette la sensazione di trovarsi sempre sull’orlo di un precipizio, Davide, Oscar e Sofia sono su quel bordo e guardano in basso quasi a decidere se saltare o salvarsi. La paura di perdersi nel buio è pietrificante ma quel buio stesso li attira come la luce attira le falene.

Stefano Bonazzi ci propone una lettura molto interessante, il lettore riesce a cogliere le ansie, paure e i sentimenti dei personaggi affezionandosi alle loro storie come fossero veri amici. Per la lettura ho scelto un infuso di Tè Bianco, per sottolineare la calma nella quale si sviluppa la storia ma allo stesso tempo l’intensità delle parole che la compongono.

Non mi resta che dire buona lettura e buon Tè.

Roberto B.

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